Sindaco 1' Turno 2009 - Liste - Totali Comune

 

 Lista  Voti  Pervenute 17 su 17
PINZAUTI MAURO 1616
 
                                          15,61%
 Liste collegate  Voti  
RIFONDAZIONE COMUNISTA SINISTRA ALTERNATIVA 1511
 
 15,62%
  TOTALE 1511
BALLABIO PIERA 1860
 
                                       17,97%
 Liste collegate  Voti  
LISTA CIVICA PER BORGO 943
 
 9,75%
LIBERO MUGELLO 685
 
 7,08%
  TOTALE 1628
BONI FULVIO 1930
 
                                      18,64%
 Liste collegate  Voti  
IL POPOLO DELLA LIBERTA' 1834
 
 18,96%
  TOTALE 1834
CECCHINI CLAUDIO 172
 
                                                            1,66%
 Liste collegate  Voti  
POPOLO CITTA' NAZIONE 157
 
 1,62%
  TOTALE 157
BETTARINI GIOVANNI 4775
 
 46,12%
 Liste collegate  Voti  
SINISTRA PER BORGO 587
 
 6,07%
PROGRESSISTI DEMOCRATICI 3957
 
 40,90%
  TOTALE 4544

GRAZIE, GRAZIE DI CUORE A TUTTI QUANTI. OTTIMO IL MIO RISULTATO PERSONALE!! 28 PREFERENZE (ERANO 29 DI CUI 1 ANNULLATA), QUINDI SONO IL CANDIDATO DELLA LISTA LIBERO MUGELLO CON PIU' PREFERENZE (A PARIMERITO CON IL CAPOLISTA)!!! QUINDI NON SARò CONSIGLIERE SOLO PER UN SOFFIO... CMQ RINGRAZIO VERAMENTE DI CUORE TUTTI QUANTI!! E' STATA UNA BELLISSIMA ESPERIENZA!! GRAZIE!!!!!!!!!!

 

Lista Candidato Voti
LIBERO MUGELLO
1 BEATINI PAOLO 28
2 BUCELLI ALESSANDRO 10
3 FALLI DELIA 15
4 FIERAMOSCA GIUSEPPE 4
5 GIANNOCCARO VINCENZO 1
6 GIORGI GINO 9
7 GIURLEO CLOTILDE 2
8 GOZZI MATTEO 28
9 INCECCHI STEFANO 6
10 INFANTE COSIMA LAURA 9
11 LIPPI LIONELLA 5
12 MANZANI CARLO 12
13 PALADINI MARZIA 21
14 PIANCASTELLI LUCIA 9
15 PIETRACITO SERGIO 14
16 RINALDI GIUSEPPE 3
17 ROSSI ADRIANA 11
18 SATTA CARLO 1
19 TAGLIAFERRI GIULIA 10
20 ULIVI PAOLO 6

LA STAMPA.IT - POLITICA

Debuttano le liste civiche di Grillo:

Il comico genovese presenta a Firenze
i dodici punti per il voto amministrativo
«Governo illegittimo di nani e ballerine»
FIRENZE
Dodici punti che «sono l’esatto contrario di quello che sta facendo il Governo», e «che spero ci copino tutti», perché sono «le idee della politica del futuro»: Beppe Grillo ha presentato così la Carta di Firenze, il documento programmatico adottato dalle liste civiche che fanno riferimento al comico genovese.

Fra gli applausi delle oltre 2.000 persone che hanno riempito il Teatro Saschall del capoluogo toscano, Grillo ha attaccato «i partiti che sono andati, non ci sono mai stati, Pdl, Pd meno elle». «Questo esecutivo è un governo illegale, incostituzionale, eletto senza voti di preferenza. Fatto di nani, ballerine, puttanieri e ruffiani». Poi l’agenda politica del movimento, «l’unico vero virus che attraversa questa Italietta che non c’è più. Le nostre idee sono quelle della politica del futuro - ha aggiunto - siamo perdenti oggi e vinceremo fra tre anni, vinceranno le nostre idee».

I punti della Carta prevedono acqua pubblica; impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati; espansione del verde urbano; concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse; piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine; piano di mobilità per i disabili; connettività gratuita per i residenti nel Comune; creazione di punti pubblici di telelavoro; rifiuti zero; sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico con contributi/finanziamenti comunali; efficienza energetica; favorire le produzioni locali.

«Sono punti di buonsenso, e oggi il buonsenso è rivoluzionario», afferma Grillo, contrapponendo la Carta di Firenze ad un Governo fatto di «70-80enni con la prostata gonfia, nani, ballerine, ruffiani, infiltrati», un Governo che «confonde lo sviluppo con il consumo». La sfida, dice Grillo, sarà comunque difficile: «Non voglio creare troppe speranze, noi siamo un movimento lento, abbiamo i media contro, e possiamo contare solo sulle nostre forze», afferma dal palco, sottolineando però la forza del «popolo della rete», e di proposte «né di destra né di sinistra», in un momento nel quale «i giornali chiudono, le televisioni chiudono, la pubblicità se ne va, e il digitale terrestre è nato morto».

La crisi economica, secondo Grillo, sarà una grande occasione perché il tema dello sviluppo sia ripensato: largo quindi alle fonti d’energia rinnovabili, con piccoli impianti di generazione elettrica, perché «noi non abbiamo bisogno di una centrale nucleare che produca un milione di watt - ha affermato il comico genovese - ma di un milione di cittadini che producano un watt ciascuno». Ma si deve pensare anche ad un nuovo modello di mobilità: «L’automobile è morta», ha detto ancora Grillo, criticando gli incentivi alla rottamazione. Nel mirino del comico genovese anche le politiche dei comuni in tema di edilizia, oltre che il piano di liberalizzazione annunciato dal Governo, esortando i futuri componenti delle liste civiche ad impegnarsi, una volta eletti, nell’opporsi alla cementificazione: «Basterà che uno di voi entri in Comune, e questo giochino glielo stronchiamo sul nascere», ha concluso.

RADIO NOSTALGIA

Monday 09 March 2009

Firenze - Oltre duemila persone provenienti da tutta Italia, tra le quali tanti giovani, hanno partecipato ieri a Firenze al primo raduno nazionale delle liste civiche vicine a Beppe Grillo che corrono alle elezioni amministrative del prossimo giugno. Nel corso della convention sono stati lanciati i programmi di 13 movimenti cittadini che parteciperanno alla tornata elettorale tra i quali Firenze e Roma . Il comico genovese ha presentato la 'Carta di Firenze', documento che dettera' le linee guida per l'azione politica delle liste a lui ispirate.

I 12 Punti della "Carta di Firenze"

1 - Acqua pubblica
2 - Impianti di depurazione per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, contributi/ finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati
3 - Espansione del verde urbano
4 - Concessioni edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d'uso di aree industriali dismesse
5 - Piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine
6 - Piano di mobilità per i disabili
7 - Connettività gratuita per i residenti nel Comune
8 - Creazione di punti di telelavoro
9 - Rifiuti Zero
10 - Sviluppo di fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l'eolico con contributi/finanziamenti comunali
11 - Efficienza energetica
12 - Favorire le produzioni locali

Le liste Grillo: nei Comuni a fare gli sbirri

Siamo fatti, finiti, morti. In un teatro fiorentino, ieri, Beppe Grillo ha lanciato le liste civiche che si candideranno per le amministrative di ben tredici Comuni italiani: e per noi della casta, noi pennivendoli, negare l’inarrestabile realtà dei fatti sarebbe oltremodo patetico. Siamo morti che camminano, ce la stiamo raccontando, il presente e il futuro sono loro. A spazzarci via non è solo il vento dell’Ovest del solito e citatissimo neopresidente d’Oltreoceano, per quanto i suoi primi passi l’abbiano già fatto soprannominare George W. Obama: «Avevamo anticipato quel che sta facendo», ha detto seriamente Grillo. Macché. È l’abilità strategica del comico genovese che si sta rivelando un colpo di grazia per tutti noi.
Ieri, per esempio, ha finto che i grillini stipati nel teatro Saschall non fossero più di duemila (come un congresso del Psdi di Mimmo Magistro) per confonderci le idee rispetto alle folle oceaniche dei suoi V-day: e a tutti gli altri, milioni di persone, ha dato istruzione di sperdersi in sale giochi e strusci pomeridiani. Diabolico. Ed è con una ristrettissima élite che ha condiviso un messaggio politico inedito e rivelatore: «Questo esecutivo», ha detto, «è un governo illegale, incostituzionale, eletto senza voti di preferenza, fatto di nani, ballerine, puttanieri e ruffiani». La novità è così sottile che quasi non la cogli: quel «ruffiani» non l’aveva mai detto. La svolta è dirompente, il popolo della rete impara in fretta. Figuratevi che ieri il suo pubblico sembrava composto dagli ubriachi di sempre, gente che si sganasciava solo alle parole «cazzo» e «culo»: questo per dar l’idea del mimetismo politico, della determinazione incessante con cui essi sanno fingersi gregge pur di fregarci. Ci stanno riuscendo: diabolico.
Anche il documento programmatico che ispirerà l’azione delle liste è roba da farci fare le valigie entro venti minuti, bastino alcuni estratti: «Ripubblicizzazione dell’acqua, espansione del verde urbano, contrasto all’edilizia speculativa, sviluppo delle fonti rinnovabili come fotovoltaico ed eolico, politica di rifiuti zero, trasporti non inquinanti, impianti di depurazione obbligatori, licenze edilizie col contagocce, favorire le produzioni locali». Davvero astuto: riproporci il programma dei Verdi di Gianfranco Amendola dei tardi anni Ottanta con in più uno spolvero di ottimismo berlusconiano in tempi di crisi: «I partiti se ne sono andati, forse non ci sono mai stati, non si sa cosa siano, sono tutti finiti, i giornali chiudono, le televisioni chiudono, la pubblicità se ne va, l’automobile è morta, il digitale terrestre è nato morto». Grillo ha capito che di questi tempi la gente va incoraggiata: «Dobbiamo prepararci a una miseria a cui non siamo assolutamente abituati», ha detto alla folla festante, «ma che ci farà molto bene perché toglierà di mezzo tutti i bisogni inutili».
Il perfetto militante grillesco, non a caso, si è mosso con un anticipo generazionale: ha rinunciato da sempre non solo ai giornali, ma si è sforzato di non entrare praticamente mai in una libreria. E lo sforzo l’ha temprato: ora è un vietcong, un soldato che non possiamo battere. La purezza grillista, la sua ignoranza ortodossa in tema di libri, spiegava anche ieri il successo di Marco Travaglio. Mortificato da anni di confino nelle prime serate di Raidue, si è affacciato al teatro Saschall orfano di Antonio Di Pietro, che per le amministrative andrà per fatti propri: e anche qui, chi l’avrebbe mai detto. Travaglio ha sottolineato come in Italia sia necessario «ripartire dalla Costituzione», e ha sostenuto che in tal senso i grillini che saranno eletti dovranno studiare molto: giusto anche questo, soprattutto considerando che l’anno scolastico volge al termine. Senza la terza media non ti prendono neanche più in consiglio comunale, ormai. Il linguaggio di Travaglio, more solito, ha ammaliato la folla con la forza di un sogno: «Gli eletti nei consigli comunali devono leggere le delibere, studiarne i dettagli e trovare notizie utili per la Corte dei Conti se c’è sperpero di denaro pubblico, o la magistratura ordinaria se ci sono invece sconfinamenti nel penale». Un carabiniere in ogni paese come diceva Almirante: con rispetto parlando.

Poi, in coda, l’ultima delle idee geniali: leggere al pubblico grillista alcuni articoli della Costituzione, perché nulla è più inedito dell’edito. Leggeva e leggeva tra gli applausi, Travaglio, e tale era la rettitudine degli ascoltatori che quasi sembrava ascoltassero quelle parole per la prima volta. Per questo siamo fatti. E non possiamo batterli. Neanche rilanciando le scuole serali.

CORRIERE FIORENTINO.IT

politica

Grillo: «Questo governo è illegale»

Il comico lancia a Firenze le liste civiche a lui ispirate che parteciperanno alle prossime amministrative

 

 

«Questo esecutivo è un governo illegale, incostituzionale, eletto senza voti di preferenza. Fatto di nani, ballerine, puttanieri e ruffiani». Lo ha detto Beppe Grillo durante la convention delle liste civiche a lui ispirate in corso in un teatro fiorentino. Riferendosi ai partiti l'attore e comico genovese ha sottolineato: «Se ne sono andati, forse non ci sono mai stati, non si sa cosa siano. C' è il Pdl, il Pd senza la "elle"... Sono tutti finiti». Durante il suo intervento Grillo ha parlato anche della crisi economica: «Dobbiamo preparaci ad una miseria a cui non siamo assolutamente abituati, ma che ci farà molto bene perché toglierà di mezzo tutti i bisogni inutili. È una grande opportunità».

PER FIRENZE - Internet gratis per tutti i fiorentini, no ai «buchi nel sottosuolo di Firenze» per la Tav e all’inceneritore di Case Passerini, sì alla ripubblicizzazione dell’acqua. Sono alcuni dei punti del programma messo a punto dalla lista civica fiorentina vicina agli Amici di Beppe Grillo, che correrà alle elezioni comunali di giugno. Ad illustrarne i dettagli, dal palco dell’auditorium Saschall, sono stati i portavoce Andrea Vannini e Alfonso Bonafede, nel corso del primo raduno nazionale dei movimenti che si ispirano al comico genovese. «Il web dovrebbe essere accessibile gratuitamente da parte di tutti i fiorentini - ha spiegato Vannini - per finanziare questo cambiamento basterebbe imporre ai soggetti che usufruiscono gratuitamente del suolo pubblico, come le società elettriche o quelle di gestione delle risorse idriche, una tassa per l’utilizzo». Per Vannini, la società che gestisce l’acquedotto, Publiacqua, «sta appianando buchi di bilancio alzando le tariffe: potremmo presentare ricorso contro questa manovra. In ogni caso, di fronte a questi comportamenti diventa sempre più urgente agire in favore della ripubblicizzazione della risorsa acqua».

TAV E TRASPORTI - Quanto alla Tav, il portavoce della lista ha detto che «bucare Firenze costa troppo: molto meglio renderla piattaforma di superficie: si risparmierebbero molte centinaia di milioni di euro per realizzare l’infrastruttura». Parlando più in generale del trasporto pubblico, Vannini ha chiarito come sia fondamentale «offrire incentivi a chi voglia entrare nel settore offrendo soluzioni nuove ed ecocompatibili, come ad esempio le società di risciò per il centro. Ma Domenici su questo fronte non ha mai fatto nulla». Bocciato l’inceneritore di Case Passerini: «crea più problemi ambientali di quelli che si vuole risolvere costruendolo», liquida Bonafede, mentre sui cantieri della tramvia, gli Amici di Grillo stanno «valutando l’ipotesi di presentare un esposto alla Corte dei conti per la lentezza dei lavori». Riguardo l’ipotesi di un’intesa elettorale con il movimento Unaltracittà/unaltromondo di Ornella De Zordo, Vannini ha ribadito che «la trattativa resta aperta, ma prima di occuparci delle alleanze dobbiamo finire di organizzare la nostra lista».


08 marzo 2009

LA REPUBBLICA - FIRENZE

Grillo: "La mia lista per Palazzo Vecchio"

Massimo Vanni

La sfida "Candidati incensurati, residenza in città, nessuno con più di due mandati"
"Renzi? Mi parla del nulla. È presidente di una cosa che non so cosa sia"

 

Beppe Grillo sceglie Firenze per avviare la sua campagna d´Italia. Duecento liste civiche, di più forse. A cominciare da Palazzo Vecchio. E tutti i «grillini» domenica saranno al Saschall (ore 9) per il primo raduno nazionale delle liste civiche «a cinque stelle». Obiettivo, «dare voce ai cittadini e cambiare tutto».
Grillo, cos´è questo raduno delle liste civiche?
«Daremo consistenza a quello che abbiamo fatto negli ultimi 5-6 anni, da quando esiste il blog: in circa 500 Comuni d´Italia abbiamo i "meet-up", forum che lavorano sul territorio su acqua, energie rinnovabili, raccolta differenziata, wi-fi libera e gratuita».
Perché proprio Firenze?
«Una "Carta di Firenze" suona bene. Bologna non suonava così e la Carta di Genova sembrava una iniziativa al risparmio. Contiamo di fare 200-250 liste civiche, tutte dovranno avere però tre requisiti: candidati incensurati, residenza nella città o nelle vicinanze, nessun candidato con due mandati alle spalle».
Ma dove volete andare?
«Creare una politica dal basso, vogliamo fare i consigli comunali fuori dal palazzo, nelle piazze, permettere a tutti di partecipare. Questa è la strada. Perderemo di sicuro, perché non abbiamo soldi e gli organi d´informazione ci ignorano. Però saremo vincitori in futuro: da 4-5 anni facciamo cose di cui oggi si occupa Obama».
E per questo l´accusano di essere il re dell´antipolitica.
«Fantastico. Noi siamo i fondatori dell´anti-politico, non dell´antipolitica. Informare sui fumi prodotti da un inceneritore, denunciare cosa esce dalla canna fumaria di un cementificio, discutere di come organizzare la raccolta differenziata porta a porta, di come produrre energie rinnovabili, questa forse non è politica? Quelli che oggi si presentano come salvatori dell´economia sono quelli che ci hanno portato al dissesto».
Tagliamo fuori l´intera classe politica?
«Tutti fuori, assolutamente».
Nessuno da salvare, nel Pd o nel Pdl?
«Nessuno. Non c´è stata politica, Pd e Pdl sono stati dei comitati d´affari, hanno continuato a spartirsi la Tav, il ponte sullo stretto, gli inceneritori. La gente ormai non li vota più».
Sarà, ma Berlusconi continua a vincere.
«Se fa due calcoli vedrà che vince con una minoranza. Milioni votano scheda bianca o non votano».
A Firenze dovrà fare i conti con Matteo Renzi, l´ "uomo nuovo" del Pd che ha sbaragliato tutti alle primarie.
«Mi parla del nulla, Renzi è presidente di una cosa che non so cosa sia, le Province vogliamo toglierle. Probabilmente è una persona che non ha senso, il suo partito non ha senso. Siamo ad una svolta epocale, io ho solo dato un´accelerata».
Starete a guardare il duello tra Renzi e Giovanni Galli?
«Non c´interessa entrare in concorrenza con loro. Noi portiamo avanti i nostro obiettivi: case con risparmio energetico, no inceneritori, no al nucleare. Vogliamo il telelavoro, il wi-fi libero e gratuito, vogliamo che ognuno possa produrre l´energia che gli serve e che la possa scambiare col vicino. E non vogliamo che l´acqua finisca in una Spa: cosa hanno da dire su questo?»
Sul passaggio della tramvia dal Duomo lei cosa ha da dire?
«Il tram è una bellissima cosa, ma ci sono tanti modi: si può fare senza piloni, con la presa di corrente da sotto. Il passaggio vicino ad opere incredibili, ne vale la pena? A parere mio no».
Lei sta prefigurando un bel salto: dai "meet-up" al movimento nazionale, dai partiti ad una democrazia dal basso.
«E´ un progetto ambizioso lo so, vedremo se diventerà movimento nazionale. Risultati ce ne sono già: i pannolini lavabili, che in 3 anni abbattono la spesa media di 1.500 euro a 500, stanno avendo successo nei supermercati emiliani. In Europa si utilizza l´acqua piovana per la lavatrice».
Non le pare una fuga in avanti?
«Certo, ma il presente è morto. Con la rete la massa diventa intelligente, pensa. Non servono più i leader: se non facciamo così cosa fa un ragazzo di 21 anni? Stiamo dando una speranza: a casa dopo due mandati e voto di preferenza. Perché la sinistra non ha abbracciato queste cose?»

(05 marzo 2009)

Comunicato politico numero diciannove

 

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Manifesto

I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche. Le liste che aderiranno ai requisiti avranno la certificazione di trasparenza “beppegrillo.it”

Il programma prevede:

ore 9.15 accredito
Introduzione - Beppe Grillo
Politica - Marco Travaglio
Ambiente - Maurizio Pallante
Salute - Patrizia Gentilini
Energia - Marco Boschini
Riciclo - Matteo Incerti
Connettività - Maurizio Gotta (Anti Digital Divide)
Diritti dei cittadini - Sonia Alfano
Acqua - Riccardo Petrella

Break

Presentazione sito Liste Civiche
Interventi delle Liste Civiche e dei Meetup
Conclusioni - Beppe Grillo

Ti aspettiamo domenica 8 marzo a Firenze.

A presto

Lo Staff di Beppe Grillo

ACQUA
1. L'acqua deve rimanere pubblica
2. Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi
3. Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni
4. Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo
5. Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione
6. Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti (sul modello delle esco)
7. Rilevazione semestrale inquinamento corsi d'acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti
8. Obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale
9. Promozione uso acqua potabile comunale
10. Promozione detersivi a basso livello di inquinamento
Con la collaborazione di Maurizio Pallante

AMBIENTE

Uso del territorio, edilizia, urbanistica.
"Nell’ottica della decrescita la politica energetica va indirizzata prioritariamente verso la riduzione dei consumi, che per più del 50 per cento sono costituiti da echi e aumentare l’efficienza è il pre-requisito per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, perché la diminuzione della domanda di energia:
- accresce il loro contributo percentuale alla soddisfazione del fabbisogno
- libera grandi quantità di denaro che può essere reinvestito nel loro acquisto.
Se il paradigma della crescita non viene messo in discussione, la politica energetica viene impostata sulla ricerca illusoria di fonti rinnovabili illimitate e pulite che siano in grado di sostituire la carenza crescente di fonti fossili, eliminando al contempo l’impatto ambientale che generano. Il contesto culturale di riferimento di questa impostazione è l’ossimoro dello sviluppo sostenibile. In questo contesto la riduzione dei consumi ha un ruolo accessorio e si limita per lo più a richiami moralistici sulla necessità del risparmio energetico ottenibile con comportamenti improntati alla sobrietà.

1. Blocco delle aree di espansione edilizia nei piani regolatori delle aree urbane. Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Concessioni di licenze edilizie soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dimesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico
2. Formulazione di allegati energetici-ambientali ai regolamenti edilizi vincolanti la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all’anno)
3. Espansione del verde urbano nell’ottica di una riduzione dello squilibrio complessivo tra inorganico e organico, con fissazione di percentuali annue di incremento, al fine di:
- migliorare i microclimi urbani
- aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli
- potenziare la fotosintesi clorofilliana per incrementare l’assorbimento CO2
4. Valutazione strategica dell’impatto ambientale per qualsiasi intervento sul territorio
5. Uso nell’edilizia di materiali locali, per quanto possibile, e riuso di materiali provenienti dalle demolizioni
6. Recupero delle acque piovane canalizzando i flussi delle grondaie in serbatoi di accumulo per sciacquoni e irrigazione
7. Divieto di costruire parcheggi per edifici destinati ad attività lavorative, divieto totale di sosta nelle strade dei centri storici a eccezione dei residenti e destinazione agli stessi dei parcheggi sotterranei esistenti.
8. Dotazione obbligatoria di impianti fognari dove sono ancora assenti
9.Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, possibilità di contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati
10. Controllo periodico (almeno annuale) delle acque presenti nel territorio comunale (fiumi, torrenti, rogge, ecc) con la pubblicazione dei risultati". A cura di Maurizio Pallante

SVILUPPO

C'è una grande confusione sui termini consumo e sviluppo. Molti pensano che siano la stessa cosa. Lo psiconano per esempio. Per uscire dalla crisi si è trasformato in piazzista di elettrodomestici e di auto Fiat. Per chiarirmi le idee ho consultato il dizionario:


- Consumare: far diminuire o logorare con l'uso; esaurire; terminare


- Sviluppare: far crescere, potenziare

 

Il nostro futuro è lo sviluppo senza consumo. Va cambiato il modello di società o non ci sarà più una società. Il riciclo è una risorsa economica, il risparmio è una risorsa economica. Il pianeta in cui viviamo si rigenera continuamente. Il Comune a Cinque Stelle è un Comune del Pianeta. Un bene che dobbiamo trasmettere ai nostri figli.

 

"PREMESSA PER RIFIUTI ZERO:
Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama è necessario partire da questi concetti:
a) tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni
b) Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento-discariche è di 15 a 1. Ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea uno solo per discariche ed inceneritori (fonte Conai)
c) L’incenerimento, privato di sussidi pubblici (tasse dei cittadini) non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo piu’ costoso di smaltimento (fonte Wall Street Journal) e studio “Light myfire”.
d) come provato da studi comparati la raccolta porta a porta rispetto a quella stradale con cassonetti permette oltre a maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità anche un maggior risparmio recupero-energetico di materiali che altrimenti andrebbero gettati-bruciati e/o di nuovo prodotti nei cicli produttivi (fonte studio Tea-Mantova)
e) I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita (fonte studio: “Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration” 2008-Ecole des Mines-Parigi )

RIFIUTI ZERO NEI COMUNI A CINQUE STELLE
Di seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:
- piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo "Meno 100kg pro capite" con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto,compostaggio domestico, etc.
- accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio
- Aprire “Negozi del riciclo” in ogni Comune dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato
- per famiglie ed imprese, passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti)
- raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Grillitreviso) , Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana
- realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. Una per quartiere/zona industriale e possibilmente una per Comune nei Comuni tra i 10.000 e 20.000 abitanti. Isole ecologiche di intercomunali per i piccoli Comuni
- costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia)
- costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave)
- costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago”. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata
-creazione di un apposito Centro Studi (uno per provincia) in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto selezionato e non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutlizzabili, riciclabili o comportabili
- per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati diversamente a “freddo”, prendere in considerazione le tecniche di oxy-combustione senza fiamma- recuperare plastica, vetro,alluminio dalle vecchie discariche chiuse (landfill mining)
- chiusura entro i prossimi 15 anni di tutte le discariche ed inceneritori"
A cura di Matteo Incerti e di Marco Boschini

CONNETTIVITA'
1. Cittadinanza digitale a ogni residente
2. Favorire l'Introduzione di ripetitori Wimax per l'accesso mobile e diffuso della Rete e, allo stesso tempo, pretendere la diffusione dell'ADSL
3. Diffusione di punti Wi Fi nel territorio del Comune per una massima copertura, in particolare delle aree di maggior frequentazione
4.Servizi comunali disponibili, ogni volta che questo sia possibile, via Internet
5. Consigli comunali pubblici in diretta streaming via Internet
6. Incentivare la creazione di aree di telelavoro
7. Promuovere on line, con il concorso delle diverse aree produttive e di servizi, l'offerta presente nel Comune
8. Punti di accesso alla Rete nei posti pubblici, ad esempio le biblioteche
9. Promuovere corsi di informatizzazione e Internet
10. Dotare le scuole comunali di strutture per l'accesso a Internet (pc, stampanti, ecc.) da parte di studenti e insegnanti

ENERGIA

LA PRODUZIONE TERMOELETTRICA
Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38 per cento. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del 55/60 per cento. La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 97 per cento. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente, sia per gli effetti devastanti sull’Ambiente, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse fossili:
- potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti
- incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi
- estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di microcogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW
- incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla microcogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai chilowattora riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote
- applicazione della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che essi comportano
- eliminazione degli incentivi previsti dal Cip 6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili
- legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a questo
- incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo del legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale
- incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici.

IL RISCALDAMENTO DEGLI AMBIENTI
Se fosse applicata la legge 10/91, per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile l’anno. In realtà se ne consumano di più.Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio al metro quadrato calpestabile l’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento di ambienti. La metà del consumo medio italiano. Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di gasolio, al metro quadrato l’anno. Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 deve articolarsi nei seguenti punti:
- applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici
- definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti
- riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziarie per gli inadempienti
- agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazione energetica col metodo “ESCO” (Energy ServiceCOmpany), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico
- elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei